“Non bisogna avere paura” afferma il Cardinale Bagnasco.

Un altro Vescovo: “Abbiamo evitato l’effetto Trump. È indubbio che i voti delle parrocchie sono andati sia a Di Maio che a Salvini. E la Chiesa non può non tenerne conto”, come riferisce da un intervista IlFattoQuotidiano.it

Per nulla preoccupato dell’esito del voto, Bagnasco si dice “sicuro che il presidente della Repubblica con la sua saggezza saprà trovare le formule e le modalità migliori per dare un governo alla nazione, dopo che la popolazione si è espressa andando a votare in maniera civile e così numerosa”.

Monsignor Bruno Forte afferma : “Mi chiedo se non sia da avviare una riflessione nella Chiesa italiana su una terza via possibile fra il vecchio collateralismo, ormai inaccettabile, e il rischio di irrilevanza”. Intervistato dal Corriere della Sera, l’arcivescovo di Chieti-Vasto preannuncia una seria riflessione sul esito delle urne nel Consiglio permanente dei vescovi italiani che si aprirà il 19 marzo prossimo.

Stando alle parole di Forte, il dibattito si preannuncia come una vera e seria riflessione all’interno del parlamentino della Cei.

In questa tornata elettorale è risultata estremamente evidente a tutti l’equidistanza, al limite della neutralità, della gerarchia cattolica.

Ed il 13 febbraio scorso, in occasione della ricorrenza dei Patti Lateranensi, l’incontro fra i Cardinali Parolin e Bassetti ed il Presidente della Repubblica, insieme con una folta delegazione del Governo, all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, aveva evidenziato un clima rafforzativo degli ottimi rapporti fra gerarchie ecclesiastiche e istituzioni repubblicane. Un incontro, a poco meno di un mese dal voto.

Negli ambienti cattolici non si nasconde la soddisfazione per la linea neutrale tenuta del Vaticano e della Cei, fortemente voluta da Papa Francesco.

“Abbiamo evitato l’effetto Trump”, commenta un altro Vescovo riferendosi a quando Bergoglio attaccò in campagna elettorale il candidato repubblicano alla Casa Bianca.

Oltre Tevere precisano che nelle prossime settimane di inevitabile dialogo con le forze politiche a fare da bussola saranno le indicazioni di Bergoglio alla Cei: “I laici che hanno una formazione cristiana autentica non dovrebbero aver bisogno del vescovo-pilota, o del monsignore-pilota o di un input clericale per assumersi le proprie responsabilità a tutti i livelli, da quello politico a quello sociale, da quello economico a quello legislativo!”.

Un segno dei tempi e della maturità sociale e culturale dei fedeli, dopo la lunga onda di secolarizzazione: una nuova stagione di impegno dei cattolici nella società si intravede, una nuova rivoluzione culturale nell’epoca della globalizzazione.

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