di Giuseppe Longo

Festività pasquali. Ieri mattina ho rotto il tradizionale uovo, ma con
grande delusione non ho trovato alcuna sorpresa: desolatamente vuoto!
La metafora ovviamente, l’avrete capito, si riferisce allo stallo
della politica. Come dire che in quasi un mese dai risultati
elettorali non è arrivato perlomeno quel chiarimento auspicato in
vista dell’avvio delle consultazioni che il capo dello Stato comincerà
il 4 aprile e che occuperanno due intense giornate. Appena passate
queste feste che offrono una opportunità, forse anche utile, di pausa
e di ulteriore riflessione.
Infatti, tirando le somme, Lega e Cinque stelle sono rimaste arroccate
sulle stesse posizioni vantando entrambe le forze il diritto a
esprimere il premier; in più, da parte dei grillini, è emersa a
chiarissime note la pretesa che Salvini non coinvolga Forza Italia
nelle trattative perché Di Maio non vuole vedere Berlusconi. Ma questo
appare chiaro a tutti che non è possibile perché il segretario
leghista è sì titolare di uno straordinario successo elettorale, ma è
anche e soprattutto espressione della coalizione di Centrodestra che
ha conquistato il maggior numero di seggi.
Abbiamo insomma assistito al rimpallo tra i due leader vittoriosi,
senza arrivare a uno sblocco della situazione. Mi torna in mente la
bella canzone dell’indimenticato Enzo Jannacci che dice: “Vengo
anch’io, no tu no. Ma perché? Perché no”. Potrebbe trattarsi di una e
vera propria tattica, anche se non dobbiamo dimenticare le grosse
differenze strategiche fra M5S e Carroccio che pur tuttavia hanno
registrato qualche apertura: per esempio, da Salvini sul reddito di
cittadinanza a tempo.
Dall’altra parte, il Partito democratico continua a tenersi fuori dai
giochi, preferendo, almeno per ora, l’Aventino, nonostante qualche amo
sia stato gettato e qualche spinta interna ci sia stata da parte dei
non renziani, che finora si sono dichiarati soltanto per
l’opposizione. Probabilmente i dem aspettano di vedere che piega
prendono le consultazioni.
Quindi, bocce sicuramente ferme da qui a mercoledì quando cominceranno
i tradizionali riti sul Colle più alto. Ma pare di capire che i tempi
non saranno brevissimi: si parla già di un secondo giro di
consultazioni. Anzi, Maurizio Belpietro ieri ipotizzava che il tutto
resti congelato fino all’esito delle regionali in Friuli Venezia
Giulia. E forse ha ragione, ma questa è un’altra partita. Per ora
godiamoci la Pasquetta in questa parentesi di sole primaverile, prima
che torni il maltempo, Proprio da mercoledì.

 

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