Giorgio Da Gai – Historia Limes Club Pordenone

Attendiamo gli sviluppi di una situazione potenzialmente pericolosa.
Alle tre di notte, ora italiana, gli Stati Uniti supportati dalla Francia e dalla Gran Bretagna hanno attaccato la Siria per punirla dall’aver usato le armi chimiche contro i ribelli. La Francia per voce del Presidente Macron sostiene di avere le prove, ma nessuno le ha ancora viste. L’attacco ha preceduto il risultato dell’indagine della commissione ONU che a breve si recherà in Siria per accertare i fatti.

Si tratta una nuova farsa come quella che permise agli americani di invadere l’Iraq?

La presenza di armi chimiche sul teatro siriano non significa che a usarle sia stato Assad; potrebbero essere stati i ribelli a usarle, per ottenere l’intervento occidentale e migliorare la posizione sul campo di battaglia. Di certo Assad nell’usare armi chimiche ha tutto da perdere.

Non si è trattato di un intervento militare “energico”: sono stati colpiti i presunti depositi di armi chimiche e un centro di comando siriano. Solo un’esibizione muscolare per dimostrare che Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia contano ancora nello scenario Mediorientale?

Gli aggressori si affrettano a dichiarare che lo scopo dell’azione militare non è quello di abbattere il regime siriano; ma interdire ad Assad l’uso di armi chimiche. I precedenti storici smentiscono questa dichiarazione. In passato i bombardamenti “umanitari” compiuti dalle potenze occidentali hanno preceduto l’invasione delle nazioni aggredite e la caduta dei rispettivi governi: Iraq, Libia e Siria. I risultati di questi cambi di regime e di queste “guerre umanitarie” sono stati un disastro.

Posizioni in merito alla guerra civile siriana: gli Stati in rosso appoggiano il Governo siriano, mentre quelli in verde l’opposizione.

La Russia e l’Iran condannano l’attacco alla Siria perché contrario al diritto internazionale. La Russia minaccia anche ritorsioni. Quali? Vedremo.

Putin rispose all’indipendenza del Kosovo e all’allargamento a Est della Nato: appoggiando la secessione dell’Ossezia del Sud dalla Georgia nel 2008; e con l’annessione della Crimea nel 2014.   Putin non ha fretta e non dimentica.

Nessuno dei contendenti vuole la guerra, uno scontro che coinvolga direttamente la Russia; però gli eventi potrebbero precipitare se fossero colpite le truppe presenti in Siria; o gli attacchi americani aumentassero di frequenza e d’intensità.

Il nostro governo ha approvato acriticamente l’intervento degli Stati Uniti, senza avere le prove della colpevolezza di Assad.

Ancora una volta ci siamo distinti per servilismo e per mancanza d’iniziativa. Non abbiamo una politica estera, subiamo quella altrui anche contro i nostri interessi, Libia “docet”.

La prima guerra civile in Libia ha avuto luogo tra il febbraio e l’ottobre del 2011

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